Chi non è mai passato almeno una volta a ROMA!!!

Nell’appuntamento settimanale con le Regioni,  non potevamo, a seguire, non parlare di Roma!!!!   E’ una delle 5 provincie del Lazio ed é la capitale dell’Italia.
Ne tralasciamo di proposito la storia perchè non basterebbero migliaia di pagine e di immagini. Useremo solo alcune tipiche citazioni ed aforismi che speriamo vi facciano “respirare ” un  po di  ROMA!!!!
44984855_256252045086083_8046532653945454592_n
” Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più , e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle,  sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo  tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino. ”  ( Goethe )
  Detti Romaneschi:
“Ognuno co’ a  farina sua ce fa li gnocchi che je pare.”
“Si er vino nu lo reggi, l’uva magnatela a chicchi.”
“Fate a carbonara nun fate a guera.”
Ed è proprio su quest’ ultimo detto che noi ci soffermeremo raccontandovi la leggenda della Carbonara da cui appunto sembra essere nato questo famosissimo piatto Romano :
LA PASTA ALLA CARBONARA :
1460118911-img-3778
Necessità fa virtu’:  
 
Nelle miniere di carbone i minatori dovevano spesso rimanere anche più giorni nelle viscere della terra, pertanto non era possibile conservare prodotti freschi tranne alcuni. Ad esempio: pasta, uova, guanciale stagionato e pecorino stagionato. Secondo la storia è da questi prodotti che scaturì la ricetta degli spaghetti alla carbonara. La probabile leggenda dice inoltre che i minatori, non avendo molta acqua a disposizione, riciclassero quella di cottura della pasta e, per evitare proliferazioni batteriche, mettessero in fusione nella stessa della salvia (potente antibatterico). L’utilizzare l’acqua del giorno precedente rendeva sicuramente la pasta particolarmente collosa, conferendo al piatto maggior cremosità e il leggero profumo di salvia copriva quel possibile odore di “freschino”, solitamente provocato dall’uovo. Si dice, inoltre, che i vistosi puntini neri caratteristici della pietanza non fossero altro che polvere di carbone finita nel piatto dei commensali, successivamente sostituito dal pepe nero. Ma le novelle sono molte e spesso controverse,  dato che non vi è traccia scritta della carbonara prima del 1944. Una delle versioni più attendibili narra che a Napoli, ebbene si,  ma più verosimilmente a Roma, nel periodo dello sbarco degli americani c’era penuria di cibo e che con le razioni dei militari americani “bacon e uova in polvere” uno sconosciuto cuoco di strada ebbe l’idea di mescolare il tutto, realizzando forse la prima “carbonara”. I venditori di spaghetti per strada, detti gli spaghettari, servivano ai passanti dei piatti poveri, come spaghetti cacio e pepe, spesso su cartocci e senza posate, in pratica consumati solo con l’uso delle mani. Questi furono, sicuramente, i precursori dei veri “street food” italiani di “spaghetti e pizza”. Per confermare questa tesi e dare un riferimento al nome “carbonara” ci sono altre ipotesi. La prima è che il guanciale o la pancetta, due ingredienti ambivalenti per la realizzazione della odierna e classica carbonara, a quel tempo erano molto pepati, permettendo una lunga conservazione. Questo salume veniva chiamato, in particolare nella zona dell’Appennino abruzzese, “Carbonada”, perché cotta nei carboni ardenti. La seconda ipotesi è che un ex carbonaio (spazzacamino) romano, si dedicò successivamente alla ristorazione e inventò questo piatto, in onore del suo vecchio mestiere chiamandolo, appunto, “carbonara”.
“Ognuno ha i suoi segreti e la sua versione  ma la ricetta Romana de Roma è :
Ingredienti :
  • Spaghetti 
  • Guanciale ( magari di Amatrice )
  • Pecorino Romano
  • uova 
  • Sale e pepe
Procedimento:  Il procedimento sulla carta non è complicato, ma dare la giusta cremosità alla salsa senza far rapprendere l’uovo è un’arte che richiede pratica. Mentre l’acqua bolle, si fa saltare il guanciale in una padella senza aggiungere olio: basta il grasso rilasciato a dare sapore al condimento. Nel frattempo si sbattono le uova aggiungendo un po’ di sale e pepe e infine il formaggio, montando leggermente con una frusta. Si sala l’acqua, si butta la pasta e, dopo qualche minuto per far sì che la pasta rilasci l’amido , si aggiunge un po’ di acqua di cottura alle uova. In questo modo l’acqua bollente e carica di amido scioglie il formaggio e “cuoce” le uova (la temperatura massima non dovrebbe superare i 63°) in una sorta di “zabaione salato” che non deve mai risultare troppo liquido. A quel punto si scola la pasta al dente, la si salta in padella con il guanciale e si versa il tutto nella ciotola con le uova, mescolando bene. Se ce ne fosse bisogno, si può aggiungere un altro cucchiaio di acqua della pasta. Una volta impiattata, una spolverata di pecorino e pepe non guasta mai.
Altre specialita’ Romane che riteniamo doveroso citare sono:
  • spaghetti  cacio e pepe
  • carciofi alla giudia
  • cada alla vaccianara
  • abbacchio alla scottadito
  • a pajata 
  • a grattachecca 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Eleonora ha detto:

    Finalmente ! Ora ho capito perché la carbonara si chiama così.Ho anche compreso che ho sempre sbagliato a farla con la pancetta ….🤔🙄😭

    Piace a 1 persona

    1. MC's Kitchen ha detto:

      Grazie Eleonora felici di esserti state di aiuto 😘

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...