La Ciociaria

La Ciociaria è una regione del Lazio Meridionale senza confini ben definiti. Oggi si identifica  con l’attuale provincia di Frosinone. 
Il nome deriva dalle tipiche calzature del basso Lazio (diffuse anche in molte regioni dell’Italia centrale e meridionale ) dette “ciocie” fatte con cuoio e stringhe di pelle di pecora a uso dei  pastori e dei contadini.
La cucina tradizionale ciociara è legata strettamente all’attività che da sempre hanno svolto i suoi abitanti: pastorizia e agricoltura. Nonostante  i cambiamenti dovuti alla vita moderna, la Ciociaria mantiene vivo il ricordo di quella vita contadina schietta e genuina, di quel duro lavoro e della vita povera che i suoi abitanti hanno vissuto con tenacia, ottimismo, inventiva, cordialità e ospitalità.
Il punto di forza della cucina ciociara è la semplicità e la genuinità dei suoi prodotti, dati dalle ottime risorse agricole del territorio: cereali, ortaggi, vigne, ulivi e dai prodotti della pastorizia, una cucina gustosa e robusta che esprime il meglio di se nei piatti di carne e verdure.
La cucina ciociara è fatta di piatti poveri, quasi sempre creati con ingredienti di scarto. Ma nei secoli, prima di essere abbracciata dallo Stato Pontificio, Frosinone ha subito varie dominazioni, da quelle più antiche dei Volsci e dei Romani, fino a quelle francesi e spagnole. La sua cucina ha assorbito tratti e usanze di queste popolazioni, aprendosi a ingredienti e pratiche gastronomiche nuove. Sedersi a una tavola ciociara significa veder fiorire il suo territorio fatto di ulivi, vigne, coltivazioni di ortaggi e cereali, ma anche allevamenti di maiali, pecore, agnelli e capretti, una cucina gustosa e robusta che esprime il meglio di se nei piatti di carne e verdure.
Nelle cucine di Frosinone regnano zuppe e minestre, come ad esempio la stracciatella,un brodo di pollo con l’uovo sbattuto, o la minestra fronne e patane, fatta con patate, cavolo cappuccio e peperoncino, o ancora la minestra revotata, a base di fagioli e verdure adagiata su una fetta di pane raffermo. I legumi sono protagonisti anche delle sagne e fagioli, sorta di maltagliati conditi con un sugo a base di fagioli, solitamente cotto nella pentola di coccio.  Una delle pietanze più conosciute è la pasta all’uovo fatta a mano, tagliata a fettuccine sottili dette “fini fini”, condite con sugo di carne o di pomodoro semplice.

Fini Fini alla Ciociara

Ingredienti:
 • Pomodori maturi                                      fini_fini745
• Sedano
• Cipolla
• Basilico
• 1/2 bicchiere di vino
• Olio, sale
Procedimento:
Mettere sulla spianatoia la farina passata al setaccio, disporla a fontana con dentro le uova e un pizzico di sale. Strapazzare le uova con le mani, portando progressivamente la farina al centro ed incorporare bene. Lavorare con forza adoperando il palmo delle mani, fino ad ottenere un impasto liscio e consistente. Formare un panetto, avvolgerlo in un panno inumidito e lasciar riposare per circa un’ora; poi con il mattarello tirare una sfoglia sottile, avvolgerla su se stessa e tagliare i fini fini di circa 2 mm di larghezza.
Nel frattempo tritare la cipolla ed il sedano, mettere a soffriggere in un tegame con olio, unire le frattaglie tagliate a pezzetti, fare insaporire e bagnare con il vino. Lasciar cuocere per 20 minuti; infine aggiungere il pomodoro e condire con sale. Salare i fini fini prima di togliere il tegame dal fuoco, scolarli al dente e condire con il sugo.

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