L’antica capitale della Sabina…Rieti

Continua il nostro viaggio  e questa volta è il turno di Rieti, antica capitale della Sabina.   
 
Posta nel Lazio, nell’ Italia centrale, alle pendici dei monti Sabini e Reatini, la provincia di Rieti ha un territorio in prevalenza montuoso. Centro importante sin dall’antichità, Rieti è ricca di testimonianze sia di epoca romana sia medioevale, periodo in cui la città fu libero Comune e poi residenza di Papi. 
 
Circondata dai monti Reatini e sovrastata dalla cima del Terminillo, Rieti è il punto di partenza ideale per escursioni e visite ad un territorio ricco, come pochi altri, di oasi naturalistiche protette (fra cui spicca la Riserva Naturale dei Laghi Reatini)  , castelli, rocche e Santuari Francescani. 
 
La zona è ricca di corsi d’acqua, tra cui i fiumi Velino, Salto e Turano e di numerosi laghi che punteggiano il territorio,
insomma la provincia di Rieti riunisce in un armonioso insieme storia, archeologia, natura, buona tavola, sport e relax.
A proposito  della buona tavola la ricetta che ci viene subito in mente pensando a questa zona è l’Amatriciana.

All’inizio era la gricia…..

La gricia è l’antenata dell’amatriciana, nacque tra i  poveri pastori dell’Appennino che, nelle loro migrazioni stagionali, portavano nelle bisacce pecorino, strutto e guanciale per condire la pasta (“grici” a Roma erano anche i panettieri). L’amatriciana comparve solo alla fine del ‘700, quando venne inventata la salsa di pomodoro, semplicemente aggiunta agli ingredienti della gricia e ne parla per la prima volta il cuoco Francesco Leonardi nel 1790.

Ricetta dell’Amatriciana:

matriciana2[1722]

Ingredienti:
500 g di pelati – 200 g di guanciale – 360 g di spaghetti (o bucatini) – 100 g di pecorino romano – sale e pepe.
Procedimento:
  • Mettete l’acqua a bollire con una presa di sale grosso. 
  • Ungete la padella con dello strutto (se avete quella vecchia di ferro, altrimenti non serve), tagliate il guanciale a listarelle e non a cubetti, unite in padella e fate soffriggere senza olio(lo farà nel suo stesso grasso) a fuoco basso fino a che come diciamo noi a Roma non “SFRIGOLA”, il guanciale deve diventare trasparente nella parte grassa, iniziando poi a dorare, quando sarà ben croccante (attenzione a non bruciarlo) raccoglietelo e mettetelo da parte su un piattino, ma LASCIATE il suo grasso all’interno della padella. 
  • Versate i pelati nella padella e lasciate cuocere per 10/15 minuti.
  • Una volta cotti, schiacciateli con una forchetta riducendoli in polpa e salate leggermente, basta un pizzico di sale fino.
  • Scolate la pasta e unitela al sugo in padella ripassandola a fuoco vivo per 2 minuti amalgamando bene tutto, unite guanciale e pecorino e impiattate ben calda! 
  • UN CONSIGLIO: il pecorino non compratelo già grattugiato, prendete il pezzo sano e grattelo voi, ma non finissimo, bensì grossolano. 
Pochi ingredienti semplici fanno il successo di questo primo che è considerato uno dei piatti più gustosi e saporiti e facile da realizzare. Buona Amatriciana a tutti!!!

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