Latina la provincia Pontina

Il territorio Pontino è caratterizzato da paesi dalle antichissime origini e dalle giovani città. Ma che le città siano giovani o antiche, hanno sempre delle leggende che ne colorano la storia, arricchendola di particolari romantici o inquietanti.  Una in particolare ha a che fare, con le paludi pontine, luogo odiato perché portatore di morte e disagi per ogni attività dell’uomo: la leggenda della Principessa Ninfa.

La leggenda della principessa Ninfa

In un tempo lontano, il Re di Ninfa governava in modo saggio e giusto. Desiderava ardentemente che le paludi che circondavano la città venissero prosciugate perché portavano malattie alla sua gente, per cui dichiarò che chi fosse riuscito a prosciugarle avrebbe avuto in sposa sua figlia, la bellissima principessa Ninfa.I re dei due territori confinanti si proposero di tentare l’impresa: il Re Martino, giovane coraggioso e giusto, che amava segretamente Ninfa, e il re stregone Moro. Il territorio fu diviso in due parti, in una Martino provò attraverso canali e complessi lavori a domare le paludi, mentre il re Moro non alzò un dito fino al giorno precedente lo scadere della prova, quando usando la magia nera riuscì a prosciugare la palude. Il Re suo malgrado dovette riconoscere la vittoria a Moro e ordinò che Ninfa lo sposasse. La giovane rifiutò strenuamente questo matrimonio e fu rinchiusa nella torre del castello da dove una notte, in un gesto disperato, si gettò. La leggenda vuole che nelle notti di luna piena sulle sponde del laghetto di Ninfa e nello splendido giardino sorto sulle rovine dell’antica città, si senta la voce della principessa che canta una malinconica nenia. Alcuni affermano che lo spirito della principessa protegga il giardino rendendolo così bello e dalle atmosfere così romantiche ed evocative.

Giardini di Ninfa 


Pontina è ricca di storia, cultura, usi, dialetti e tradizioni e si caratterizza anche per la sua cucina. Una ricchezza di sapori che derivano dalla sua vicinanza al mare ma anche dalla presenza dei monti che regalano una vasta gamma di prodotti e piatti che caratterizzano la zona.Regina della cucina pontina è la famosissima Tiella di Gaeta una specialità gastronomica tra le più antiche della tradizione locale che arriva proprio dalla città del Golfo da cui prende il nome. E’ una sorta di torta salata con un ripieno di vario genere (solitamente di prodotti della terra o del mare) compreso tra due sfoglie di pasta simile a quella della pizza, ma che richiede una lavorazione più accurata e possibilmente manuale. Anche la Tiella, come molte delle ricette della tradizione, nasce come un piatto unico e povero, gradito ai contadini perché si preparava con cose semplici e poco costose e si conservava per diversi giorni. Può essere realizzata con diverse varianti: la più famosa è quella con il polpo ma buonissime sono anche quelle ripiene di scarola con baccalà o acciughe ed olive di Gaeta, ma anche di sarde o alici, cipolla e molto altro. 

Altri prodotti e piatti tipici della zona sono:alici e sarde preparate di diverse varianti. Ilfamoso carciofo di Sezze. Apprezzato sia per il suo inconfondibile gusto che per la sua versatilità in cucina, possiede anche qualità curative per l’elevata quantità di fibra e di ferro che contiene.

La famosa zuppa di fagioli, cucinata proprio alla “sezzese”. Un piatto “povero” della tradizione gastronomica locale è fatta con la pagnotta casareccia rafferma e fagioli canellini e odori vari. In diverse varianti è molto diffusa anche in altre zone dei monti Lepini.

Altro piatto povero è la “Bazzoffia” o “zuppa dell’amore” tipica delle zone  di Sezze e Priverno. Si ottiene con pane raffermo inzuppato con diverse verdure come carciofi, fave, piselli, insieme a bieta, lattuga e cipolla fresca.

Meritano di essere menzionate anche la ramiccia di Norma, simile alla tagliatella ma a coste molto più strette, e la cicerchia di Campodimele, leguminosa che viene utilizzata per alcuni piatti tipici del piccolo comune pontino e famosi anche in tutta la provincia e non solo. “

Tiella di Gaeta Ricetta originale

Lo stretto legame con il mare suggerisce, ovviamente, i tipici piatti a base di pesce: La Tiella di Polpi (detta anche di Polipi), la più composita ed unica “pizza” ripiena di Polpi, pomodorino fresco, peperoncino e variante con Olive di Gaeta.

Gli alimenti più utilizzati e tradizionali per riempire una Tiella sono solitamente Polpi, Calamari, Scarola, Spinaci, Baccalà, Zucchine, Cipolle, Alici, Cozze ed altre varianti.Per assaporarne al meglio la morbidezza e la compattezza, va mangiata con le mani, tagliata a spicchi, lasciando che l’olio coli sulle dita.La tiella è una pietanza povera, dimenticata nel periodo del boom economico perché ricordava miseria ed arretratezza.Oggi rappresenta invece una specialità apprezzata e ricercata sia dai turisti che dagli abitanti dei paesi vicini.Solo per voi: Ecco la Ricetta originale!!!

  • 500 g di farina
  • 20 g di lievito naturale
  • 3 cucchiai di olio di oliva
  • 200 ml di acqua tiepida
  • 1 kg di polpi o calamari bolliti
  • 100 g di olive di Gaeta snocciolate
  • 100 g di pomodori pelati
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Sale

Preparazione:1. Iniziate a preparare l’impasto per le basi di pasta mettendo il lievito con sale e olio in una ciotola. Aggiungete la farina man mano fino ad ottenere un impasto omogeneo, lavorandolo per almeno 10 minuti. 2. Avvolgete l’impasto in uno strofinaccio e fatelo lievitare per almeno mezz’ora in ambiente caldo. Nel frattempo preparate il ripieno tagliando i polpi o calamari bolliti a pezzetti e condendoli con olio, prezzemolo, peperoncino e i pomodori pelati, aggiungendo le olive snocciolate. 3. Prendete metà dell’impasto e stendetelo con un matterello fino a ottenere una sfoglia dello spessore inferiore ad un centimetro. Ungete una teglia rotonda con l’olio e foderatela con il disco di pasta. 4. Mettete il ripieno sulla pasta e ricoprite con un disco di pasta come quello preparato in precedenza, unendo i due dischi con una lieve pressione su tutto il bordo. 5. Infornate la tiella di Gaeta a 180°C per almeno 30 minuti, fino a far diventare la pasta ben dorata. Servite tiepida.

Grazie a www.gaetamedievale.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...